L'INGEGNERIA NATURALISTICA è una tecnica a BASSO IMPATTO AMBIENTALE per una gestione ecosostenibile del territorio, che utilizza piante vive o parti di esse come materiali da costruzione, affiancate, qualora necessario, da materiali biodegradabili di origine naturale o da inerti (piante o loro parti, legname, biostuoie di cocco/juta/paglia, pietrame, ferro, ecc...).

Gli interventi di I. N. sono atti a sistemare corsi d'acqua, versanti, scarpate, superfici degradate da fenomeni naturali o antropici al fine di limitarne l'erosione, grazie ad interventi di consolidamento, il tutto, cercando di conservare al massimo l'ambiente e recuperando, ove possibile, valenze naturalistiche e paesaggistiche del territorio, in un'ottica di rinaturalizzazione volta a ristabilire il naturale assetto dell'ecosistema o comunque a favorirne il ritorno nel più breve tempo possibile.

Le funzioni dell'Ingegneria Naturalistica sono:

  1. ecologica di creazione e/o ricostruzione di ambienti paranaturali o naturaliformi;
  2. consolidamento del terreno, protezione dall'erosione, sistemazione idrogeologica ed aumento della ritenzione delle precipitazioni meteoriche;
  3. estetico-paesaggistica di collegamento al paesaggio circostante;
  4. socio-economica, relativa al beneficio sociale indotto, alla gestione economica delle risorse naturali ed al risparmio rispetto alle tecniche tradizionali;
  5. sviluppo dell'occupazione nelle aree collinari e montane.

Le tipologie di intervento sono molteplici, distinguibili in base alle finalità tecnico-funzionali:

  • interventi di rivestimento o antierosivi (semine, stuoie, materassini seminati);
  • interventi di stabilizzazione (gradonate, viminate, cordonate, fascinate e messa a dimora di arbusti o talee);
  • interventi di consolidamento (gabbionate, palificate, grate vive, ecc.);
  • interventi costruttivi particolari (barriere antirumore, barriere paramassi, opere frangivento, ecc.).

Elenco materiali:

Terreno:
  • terreno
  • compost
  • terricciati

il terreno costituisce il substrato di crescita della vegetazione e il materiale di costruzione più comune


Inerti:
  • sabbia
  • ghiaia
  • ciottoli
  • pietre
  • conci lavorati
  • blocchi
  • massi ciclopici

gli inerti vengono impiegati essenzialmente per le loro caratteristiche di resistenza (sforzi di compressione) e di massa (opere di sostegno a gravità); nell'utilizzo pratico sono quasi sempre accoppiati ad un altro materiale che sopperisca alla loro incoerenza


materiali vegetali morti:
  • paglia
  • fibre di cocco
  • fibre di juta
  • legname

stuoie e feltri, vengono utilizzati nelle tecniche di rivestimento come superfici di difesa delle sementi e del suolo nudo contro l'erosione delle acque, mentre il legname nelle forme più svariate si impiega come vero e proprio materiale di costruzione (palizzate, grate, palificate, ecc...).


materiali vegetali vivi:
  • sementi
  • talee
  • fascine vive
  • propaggini
  • zolle inerbite
  • piante

i materiali vegetali vivi sono per definizione gli elementi fondamenbtali di ogni tecnica di ingegneria naturalistica; si impiegano in vario modo, spesso in associazione, per sfruttare nel migliore dei modi le loro capacità tecniche.


additivi:
  • bitume
  • schiume sintetiche
  • collanti naturali

nei terreni a maggiore pendenza e quando si richieda una protezione immediata ed efficace si ricorre ad additivi miscelati o spruzzati sulle superfici da rinverdire


materiali vegetali vivi:
  • viti autoforanti
  • reti
  • cavi
  • chiodi
  • cambre
  • aste filettate e dadi

insieme ai materiali plastici sono gli elementi che da un punto di vista statico devono assorbire le sollecitazioni a trazione e conferire stabilità dimensionale nei manufatti realizzati con le tecniche di ingegnaria naturalistica.


materiali plastici:
  • non tessuto
  • geostuoie
  • geogrigle
  • reti

per quanto non rispondano ai principi ecologici, i materiali plastici sono a volte insostituibili conferendo ai terreni le caratteristiche geotecniche necessarie per la stabilità e la sicurezza delle opere.